martedì 12 luglio 2016

The intimidating TBR tag

L'estate è tempo di letture, ci dedichiamo maggiormente al nostro passatempo preferito, sperando di sfoltire un po' quella interminabile pila di libri accumulati durante l'anno. I lettori forti lo sanno, quando entriamo in libreria, non possiamo guardare e basta, l'acquisto compulsivo fa parte della nostra indole, e quindi accumuliamo, accumuliamo, accumuliamo. Il buon proposito estivo è sempre quello di sfoltire, e su You Tube, sono incappata in un video tag di Read Vlog Repeat, che ho trovato davvero stimolante. Come dice anche Valeria nel suo video, è un tag che gira in America da un paio di mesi, e il video da cui è partito è stato rimosso, quindi non si può vedere l'originale, ma trovo che chiunque sia stato a pensare a questo tag, abbia avuto veramente un'ottima idea!
Qui di seguito trovate le domande e le mie risposte.

1. Quale libro non sei stato in grado di finire?

Villette, Charlotte Bronte, Fazi

Un tomone di 634 pagine. Sono arrivata a pagina 550 e poi il buio, non sono riuscita a finirlo, forse perchè ho intuito quello che sarebbe successo, non lo so, fatto sta che entro l'estate devo terminarne la lettura, prima di dimenticare tutta la trama ed essere costretta a cominciarlo da capo. Ce la posso fare, sono solo 80 pagine!












2. Quale libro devi ancora leggere perché non ne hai avuto il tempo?

La Trilogia del Mondo D'Inchiostro, Cornelia Funke, Mondadori, che ho in questa bellissima edizione in un unico volume pubblicata da Mondadori e che mi aspetta sullo scaffale da due Natali. Mi mancano il volume due e tre che vorrei cercare di leggere insieme, perciò non trovo mai il tempo. SHAME SHAME SHAME!!













3. Quale libro devi ancora leggere perché é un sequel?
Il tempo dell'attesa, Elizabeth Jane Howard, Fazi.



Mi è stato regalato da mio marito per il mio compleanno insieme al primo volume della saga dei Cazalet che ho finito da pochissimo (Gli anni della leggerezza), un libro che mi ha catturata e lasciata veramente soddisfatta.
Chi ama le saghe famigliari non potrà non apprezzare questo titolo, un romanzo corale, con moltissimi personaggi tutti interessantissimi, delineati in maniera precisa e con grande profondità psicologica. La scrittura della Howard accompagna il lettore con delicatezza in un mondo sull'orlo della Seconda Guerra Mondiale, tra le avventure dei protagonisti più giovani, che vivono gli ultimi "anni della leggerezza" perché stanno diventando adulti, e dei protagonisti più maturi, che vivono questi due anni con la consapevolezza della preoccupazione per l'imminenza della guerra.





4. Quale libro devi ancora leggere perché é nuovo?

Shaft, Ernest Tidyman, Sur.
Un libro uscito da circa una settimana, ne so pochissimo, mi è stato consigliato e l'ho portato a casa da un paio di giorni, credo che lo leggerò ad Agosto. Io mi occupo del gruppo di lettura dedicato ai gialli nella libreria di una mia amica, e dovrò decidere se darlo come prossima lettura al  rientro dalle vacanze estive.
Sur  è una casa editrice relativamente nuova, specializzata in letteratura sudamericana. Da qualche mese ha inaugurato la collana BigSur, il cui primo titolo è stato Carne Viva di Merritt Tierce, un testo che ho avuto il piacere di leggere dalle bozze che vengono inviate ai librai perché all'epoca facevo ancora la "libraia a tempo perso". Dal momento che quel primo titolo mi era piaciuto moltissimo per la sua originalità, continuo a riporre grandissima fiducia in questa casa editrice.




5. Quale libro devi ancora leggere perché hai letto un libro dello stesso autore precedentemente e non ti é piaciuto?
Il coraggio del pettirosso, Maurizio Maggiani, Feltrinelli. L'autore è venuto alla scorsa edizione della rassegna letteraria di Vigevano nell'ottobre del 2015 e ne ho approfittato per farmi autografare una copia del suo libro. Maurizio Maggiani è uno scrittore di una intelligenza incredibile, ho un ottimo ricordo di quella serata, ha detto cose veramente illuminanti riguardo la situazione politico economica del nostro paese negli ultimi anni. Durante la serata, un conoscente mi ha consigliato di leggere il Viaggiatore Notturno, che però non ho apprezzato, e di conseguenza, Il coraggio del pettirosso sta ancora aspettando. Proprio perché ho talmente apprezzato lui come autore e uomo, che sono molto dispiaciuta che non mi sia piaciuto il suo romanzo, e ho paura di leggere questo.

6. Quale libro devi ancora leggere perché non sei nel mood per cominciarlo?
In realtà sarebbe una rilettura, ma è passato talmente tanto tempo da quando ho letto il GGG di Roald Dahl, cioè circa venti anni, che lo considero un libro da TBR. Non sono nel mood perché aspetto con ansia l'uscita del film, e quindi vorrei leggerlo verso Natale, per avere la memoria ben rinfrescata.













7. Quale libro devi ancora leggere perché é abnorme?
Un Cappello pieno di ciliege, Oriana Fallaci, Rizzoli.
Non vorrei scriverlo, ma bisogna essere onesti, quel libro aspetta sullo scaffale da ben 7 anni. Non aggiungo altro, mi vergogno troppo, è sicuramente il libro più vecchio non letto presente nella mia libreria.

















8. Quale libro devi ancora leggere perché é stato un acquisto d'impulso che si é rivelato avere pessime recensioni?
Difficile  rispondere a questa domanda, forse perché avendo fatto la libraia, mi fido molto del mio istinto prima di comprare dei libri e tendo ad informarmi prima di acquistare, piuttosto che dopo. Quindi non compro quasi mai d'impulso, ma mi documento prima, e se l'ho comprato, cerco di non leggere le recensioni per evitare spoiler.

9. Qual é il libro che ti fa più paura nella tua TBR?

Un Uomo, Oriana Fallaci, Rizzoli. Non so perché, ma temo di essere sommersa dalle lacrime durante questa lettura, magari è solo una mia idea, ma ho questa sensazione, e quindi un po' mi spaventa, perché non sono pronta. L'idea di perdere per sempre il grande amore della propria vita e di seguito scriverne un libro mettendo il proprio cuore e i propri sentimenti nella narrazione, li trovo atti di grande coraggio, e altrettanto coraggio ci vuole per leggere i sentimenti e la vita di un uomo che è stato così amato 









10. Chi tagghi?
Vorrei che chiunque legga questo post abbia il coraggio di essere onesto e faccia sapere a tutti che cosa c'è in attesa sulla sua libreria. A me è servito molto scrivere questo post, sia per farmi conoscere meglio, sia per fare una ricognizione di ciò che ho in attesa in libreria.

giovedì 30 giugno 2016

Sette minuti dopo la mezzanotte

Nel giro di un mese, ho sentito parlare di questo libro da ben tre booktubers diversi ( Read Vlog Reapet Mangiapagine Channel Il filo di Arianna) e dal momento che non l'avevo mai letto e non sapendone niente, l'ho ordinato nella mia libreria di fiducia, pronta a leggerlo e farmi un'opinione in merito.
Il libro ha una storia molto particolare, iniziando dagli autori. In copertina, infatti, compaiono due nomi: Patrick Ness e Siobhan Dowd. La storia nasce da un'idea di Siobhan Dowd, autrice irlandese pluripremiata e molto attiva nella lotta contro la censura e a favore dei diritti degli scrittori. Il suo grande genio, però è stato zittito da un tumore, che le ha fatto cadere la penna dalle dita nel 2007, lasciandoci un abbozzo di idea per quello che doveva essere il suo prossimo romanzo.
Patrick Ness ha deciso di portare a termine il racconto, mantenendo l'idea di base, i personaggi e l'incipit, ma facendolo completamente suo.
La copertina dell'ultima edizione Mondadori

La storia è quella di Conor, che è un adolescente che sta affrontando una sfida già durissima per la sua giovane età: la malattia in fase terminale della madre, a cui è legato da un sentimento profondo, vista la lontananza del padre, che ha un'altra famiglia in una città lontana. Il rapporto di Conor con la madre, viene svelato quando in scena entra il personaggio della nonna, maniaca del controllo e dell'ordine; la signora, infatti, non riesce a stabilire con il ragazzino un contatto di reciproco affetto limitandosi a vivere con troppa razionalità la malattia della figlia e le ripercussioni che questa avrà sulla vita di tutti, specialmente su quella di Conor.
Il protagonista dovrà affrontare le sue paure per poter dire addio alla madre in modo sereno e senza rimpianti, e per questo viene inserito nel testo la figura di un non meglio precisato "mostro" che quasi tutte le notti va a fare visita a Conor, inserendosi prima nei suoi sogni e poi nella realtà. La creatura è un olmo del giardino di Conor che prende vita e lo invita ad ascoltare tre storie che ha da raccontargli, stringendo con lui un patto che prevede che sarà il ragazzino stesso a raccontare la quarta. Naturalmente le storie raccontate dal mostro sono evocative della paura e di come questa dovrebbe essere affrontata, senza sensi di colpa e con coraggio. Questo spinge Conor, che inizialmente aveva paura del mostro, ad avere bisogno di lui per "distruggere" i suoi ricordi, l'ordine costituito della nonna, al fine di trovare la sua strada per affrontare un dolore così straziante come la malattia della madre, e per costruire una consapevolezza di sé e coraggio per saper dire addio alla persona che ama di più in assoluto. Questo viene rappresentato in un capitolo difficile da leggere, quando Conor distruggerà fisicamente il salotto della nonna e l'oggetto a lei più caro per esprimere tutta la potenza della sua rabbia. Questa scena, sarà la chiave di svolta del libro, da qui infatti inizierà un percorso di accettazione sia da parte di Conor, della nonna, e del padre. La mamma non è, però, mai un personaggio secondario, anche se viene sempre rappresentata lontana dagli altri protagonisti. Io ho avuto l'impressione, che lei fosse sempre li, che il percorso di accettazione della malattia e all'ultimo della morte, lo avesse già fatto e che stesse solo aspettando che Conor e la nonna ci arrivassero in modo da godere tutti insieme gli ultimi attimi con serenità e completezza.
E qui tornano in scena gli autori. Io non so quanto fosse stato scritto da Siobhan e quanto da Patrick, anche se Ness sostiene nell'introduzione al libro, riferendosi alla scrittrice, che "Quello che aveva erano i personaggi, una premessa dettagliata e l'inizio. Quello che non aveva, sfortunatamente, era il tempo". Ciò che più mi ha commosso è pensare che l'autrice stesse scrivendo di se stessa. Per questo credo sia un libro che dovrebbero leggere anche gli adulti, per come viene trattato con delicatezza il tema della malattia e della consapevolezza di essa e delle sue implicazioni.

Siobhan Dowd

Naturalmente non vi voglio nascondere che è richiesta una certa dose di coraggio per noi adulti nella lettura, più che ai ragazzi, che si concentreranno sulla storia di Conor e del misterioso mostro. Leggere da adulti libri per ragazzi è anche questo, essere consapevoli che la vita vera sta dietro anche ad una storia con mostri magici e sogni impossibili.

martedì 17 novembre 2015

Idee per natale

Il Natale si avvicina, le mie letture in previsione di offrire ottimi consigli curati e precisi ai clienti del negozio e agli amici si fanno più numerose. Non nascondo di aver avuto un periodo difficile, una specie di blocco del lettore, ma nell'ultima settimana mi sono ripresa alla grande, e sono molti i titoli che ho affrontato e quelli che mi aspettano fiduciosi nello scaffale degli "ex voto", come li chiamo io. Il primo della lunga serie è stato Il Mago di Oz, nell'edizione Elliot, uscito a Novembre 2014, che ho letto in un pomeriggio di nebbia, anche perchè non è un'edizione integrale, ma ne è valsa la pena, dal momento che le illustrazioni sono talmente belle da renderlo un oggetto da collezione.
Copertina 
La casa editrice è una delle mie preferite, nata nel 2007 a Roma pubblica narrativa, teatro, poesia, saggistica e con alcuni titoli si è aperta anche alle arti visive. "Il meraviglioso mago di Oz", insieme alle "Fiabe" di Oscar Wilde e a "The Rabbits" di Shaun Tan e John Marsden, si rivolge ai lettori più piccoli ed esigenti. 
Molta cura viene riservata alle illustrazioni, che per questo titolo sono quelle di Charles Santore, già pubblicitario e disegnatore per testate giornalistiche, ha illustrato  "Le fiabe di Esopo", "La sirenetta", "Biancaneve", vincitore di numerosi premi come  il Society of Illustrators Award of Excellence, Hamilton King Award e l'Alumni Award del Philadelphia College of Art. 
Il leone corse in avanti il più veloce possibile: Lo Spaventapasseri e l'Omino di Latta presero Dorothy e Toto e li portarono via attraverso il grande tappeto di fiori mortali: Alla fine raggiunsero il loro amico Leone, che però si era addormentato anche lui tra i papaveri.
Il libro, pubblicato per la prima volta nel 1900 da George M. Hill, ebbe un immediato successo, grazie anche alla trasposizione cinematografica del 1939 con Judy Garland. Racconta le avventure della piccola Dorothy e del suo fedele cagnolino Toto nel Mondo di Oz, accompagnati da tre personaggi fantastici ( il Leone Codardo, lo Spaventapasseri e il Boscaiolo di latta), andranno alla ricerca del Mago di Oz, che dovrebbe esaudire i loro rispettivi desideri. Numerose saranno le avventure in cui si imbatteranno, i personaggi che incontreranno e le sfide che dovranno affrontare.
Il libro è stato accostato alla situazione politica dell'America di fine Ottocento, addirittura i personaggi sarebbero allegorie di sentimenti e  ma rimane comunque un grande classico, che i bambini dovrebbero leggere, sopratutto quelli a cui piacciono il fantasy e la fantascienza.

venerdì 10 luglio 2015

Grazia Gotti. A scuola con i libri





Io ho una zia che abita a Bologna. Annualmente, a Pasqua di solito, si va a trovarla. Il viaggio è di quelli che ricordano i peggiori anni '50: in cinque stretti nella station wagon di mio padre, senza poter aprire i finestrini perchè altrimenti alla nonna viene il torcicollo, all'andata si parla solo di pettegolezzi di scarsissimo interesse, al ritorno si parla di pettegolezzi di ancor più scarso interesse, L'arrivo a Bologna, insomma, è una liberazione. Il problema è che una volta abbandonato l'infausto destino dell'abitacolo, si entra in quello dell'appartamento al sesto piano senza ascensore della zia; se ne uscirà, sazi a volontà, solo cinque ore dopo, pronti a rinchiudersi di nuovo nell'auto. Insomma, io la domenica di Pasqua la passo in apnea, ecco. Durante queste trentennali apnee, quindi, io Bologna non l'ho vista mai. E quando scrivo mai, significa che fino a pochi anni fa ero convinta che Bologna fosse l'appartamento al sesto piano senza ascensore di mia zia e famiglia. 
Poi, un anno, quasi in procinto della fine del Liceo, scopro che Bologna è la città della libreria Giannino Stoppani, un posto meraviglioso nel pieno centro della città. Ne parlo con mia madre, e decidiamo di andare a Bologna solo per vedere quella libreria per ragazzi, insomma, ci prepariamo a una rivoluzione per le abitudini della mia famiglia.
Avevo 18 anni e non ero mai entrata in una libreria per ragazzi, perchè nella mia città non ce n'erano, rimango a bocca aperta: il grande bancone centrale, gli scaffali di legno scuro, i soffitti alti, tantissimi libri colorati e in edizioni bellissime, un reparto classici da perderci la testa. Da li ho iniziato ad amare i libri per bambini anche se ormai ero troppo grande.


 Diversi anni dopo, facendo delle ricerche per la libreria dove lavoro, incappo in un libro della collana Bur Ragazzi, che attira la mia attenzione: "A scuola con i libri" di Grazia Gotti, una delle fondatrici della mia amata libreria Giannino Stoppani di Bologna. Quello che più mi colpisce è il sottotitolo: "avventure di una libraia-maestra", perchè anche io, oltre a lavorare in libreria, sono una specie di maestra, in realtà do ripetizioni, ma diciamo che gli interessi sono simili.


Grazia Gotti è da trent'anni una lettrice di libri per bambini. Che già questa cosa fa ben sperare: un adulto che dichiara di leggere libri per bambini, secondo me, è un adulto che i bambini li capisce fino in fondo perchè ha ancora quella capacità di sognare e usare la fantasia. Infatti, nella lettura, il testo non lascia delusi: è un saggio bellissimo che spiega come partire dagli interessi più accattivanti per i bambini per aumentare il loro interesse nei confronti della lettura. Gotti parte da una tesi di fondo che secondo me funziona benissimo: la curiosità del bambino non ha limiti, sta all'adulto dargli gli strumenti per approfondirla e accompagnarla verso nuove scoperte. Nelle primissime pagine del libro l'autrice racconta dell'incontro che in realtà ha poi cambiato tutto il corso della sua vita, quella con Antonio Faeti, titolare della prima cattedra di Letteratura per l'infanzia all'Università di Bologna. L'illustrazione è il filo conduttore dell'opera della libraia-maestra. Infatti è tramite l'illustrazione che da bambini ci avviciniamo alla lettura, i segni grafici in realtà non hanno ancora senso. Solo dopo arriva la voglia di "leggere da soli", per chiudersi in un mondo che solo la nostra fantasia può interpretare, togliendo il filtro della lettura ascoltata da altri, il bambino scopre il piacere dell'atto della lettura. Tutto, però, parte dalle figure. Infatti, il testo della Gotti dedica diversi capitoli al racconto di gite scolastiche con destinazione mostre di pittori, musei, città d'arte. Lei stessa, ammette, che durante quelle gite conosceva autori, pittori di cui non sapeva nulla. Il segreto è tutto in questi racconti, l'autrice fa intendere che la curiosità con cui si approcciava alle cose, stimolava la voglia di conoscenza dei suoi alunni.
La seconda parte del libro, intitolata "Dalla classe al paese: pensieri, progetti, politica della lettura" si apre con un meraviglioso capitolo su metodi per incentivare la lettura fra i ragazzi già dalla scuola: c'è chi sceglie quello a "stellette" ("consiste", cito, "nell'apporre una stella d'oro o d'argento vicino al nome del bambino lettore, e la somma delle stelle serve a guadagnarsi un premio di maggioranza sul voto di italiano"), altri la lettura diretta in classe di un libro, magari anche dopo aver frequentato un corso di lettura espressiva. L'autrice propende decisamente per il secondo, e dal mio punto di vista a buona ragione. Il bambino è sicuramente più stimolato a una lettura che stuzzichi la sua fantasia, soprattutto se è il primo approccio ai libri.
I restanti capitoli toccano moltissimi temi, anche molto attuali, di come la lettura sia stata un po' dimenticata dalle istituzioni e di conseguenza, anche dalla scuola.
Trovo molto ben curata e ricca di spunti anche la bibliografia che accompagna la fine di ogni capitolo. 
Questo libro lo consiglio a : genitori che si chiedono come mai i figli non riescano a scrivere un tema decente, librai che hanno bisogno di spunti per migliorare il loro settore di letteratura per l'infanzia, futuri librai intenzionati ad aprire una libreria per bambini, genitori curiosi di ragazzi poco ricettivi.
Buona Lettura

venerdì 26 giugno 2015

Si parte, si viaggia e non si torna indietro

La freccia azzurra è in partenza per una nuova esperienza di condivisione. La Freccia Azzurra con la F e la A maiuscole, è un libro di Gianni Rodari, autore per bambini che ha cambiato il modo di intendere la letteratura per l'infanzia.




La freccia azzurra con le lettere minuscole è il titolo del mio blog, che tratterà (voglio fare una dichiarazione d'intenti fin da subito) di libri per l'infanzia, l'adolescenza e gli adulti, seppur in spazi più ristretti. Non che gli adulti non mi piacciano, anzi... Io sono adulta, quindi conosco bene il problema. Solo che la letteratura per l'infanzia a quel non so che di magico, quella verginalità difficile da scalfire. La letteratura per ragazzi dai 10 ai 18 anni, invece, è una sfida, un po' come decidere di raggiungere a nuoto l'orizzonte: quando pensi di esserci arrivato, si sposta sempre un po' più in là. Eterea, irraggiungibile, difficile, poco pubblicizzata e mal assortita. Sicuramente c'è una falla nel sistema, ma il mondo dell'editoria ancora non se n'è accorto. Di libri per adulti e di persone che ne parlano è pieno il mondo. Eppure in questi anni da libraia (5, li ho contati), ho capito che è importante divulgare tra gli adulti la bellezza di un libro, in modo che i ragazzi, guardondoci, possano imitarci e prendere spunto da noi. Un adulto che legge bei libri, è un adulto che saprà essere un messaggero di cose belle. 
Chi sale sul treno con me?